Il vicepresidente del gruppo MotoGP Carlos Ezpeleta è pronto a volare a Doha questa settimana in mezzo a crescenti tensioni regionali che minacciano lo svolgimento del Gran Premio del Qatar, previsto per il 6-8 novembre. Originariamente ringara ora è appeso a un filo mentre la situazione nel Golfo si deteriora rapidamente
Il catalizzatore è un aumento degli attacchi alle infrastrutture civili saudite da parte dei ribelli Houthi, che ha spinto numerosi governi a inasprire le avvertenze di. Con la sicurezza dei piloti e del personale del paddock sotto intensa osservazione, il paddock della MotoGP si trova di fronte a un dilemma netto: procedere con la gara o abbandonare un evento finanziariamente critico
I piloti chiedono garanzie di sicurezza
Nonostante la ferma posizione della MotoGP di tenere il Gran Premio del Qatar per concludere il suo triple-header, è emersa una discordia interna. Durante un incontro riservato al Gran Premio d’Australia, la maggior parte dei piloti ha espresso una forte opposizione a competere in Qatar nelle attuali condizioni. Il loro mandato collettivo a Ezpeleta era chiaro: ottenere garanzie di sicurezza ineccepibili prima di impegnarsi a correre.
Il prossimo viaggio di Ezpeleta a Doha è una risposta diretta a queste richieste. La sua missione: ottenere assicurazioni inequivocabili che l’evento possa procedere in sicurezza nonostante il volatile clima geopolitico. Gli interessi in gioco sono monumentali, non solo per il benessere dei piloti, ma anche per la continuità del campionato. Un’escalation delle ostilità potrebbe intrappolare il convoglio della MotoGP in Qatar se si verificano chiusure dello spazio aereo, mettendo a rischio vite e compromettendo gli ultimi round in Portogallo e Valencia.
Rivola: le squadre correranno se l’organizzatore dice che è sicuro
Il CEO di Aprilia, Massimo Rivola, ha articolato il dilemma in modo conciso a Phillip Island: “Se l’organizzatore ci dice che le condizioni sono giuste per noi per competere dal punto di vista della sicurezza, semplicemente lo facciamo. Non siamo nella posizione di dire: ‘Non vado’. Finora, non c’è motivo di non farlo. Forse domani ci sveglieremo e la situazione cambierà, ma non oggi.”
Tuttato. Se le garanzie non dovessero essere sufficienti, un boicottaggio da parte dei piloti potrebbe effettivamente cancellare l’evento. La dura realtà è che la MotoGP non può svolgere una gara senza i suoi piloti, ponendo il potere finale nelle loro mani
mentre Ezpeleta si prepara per i suoi cruciali colloqui a Doha, l’intero mondo delle corse motociclistiche osserva con ansia. L’esito non determinerà solo il destino del Gran Premio del Qatar, ma potrebbe rimodellare l’atto finale del campionato in circostanze sempre più precarie.
